
Il 18 aprile 2026 ha segnato i 75 anni dal Trattato di Parigi, atto fondativo della Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA) e primo passo verso l’attuale Unione europea.
Firmato nel 1951 da sei Paesi - tra cui l’Italia - il trattato nacque con il chiaro obiettivo di evitare nuovi conflitti in Europa, mettendo in comune carbone e acciaio, risorse chiave per l’industria bellica, così da rendere la guerra non solo impensabile, ma concretamente impossibile.
Da quel primo passo prese forma un percorso di integrazione progressiva:
nel 1957 i Trattati di Roma ampliarono la collaborazione economica
nel 1992 il Trattato di Maastricht istituì l’Unione europea
nel 1997 il Trattato di Amsterdam ne rafforzò e aggiornò il funzionamento
nel 2007 il Trattato di Lisbona definì l’assetto attuale
Oggi l’Unione europea si fonda su tre pilastri normativi:
Il TUE definisce i principi fondamentali dell’Unione, i suoi valori, gli obiettivi e il funzionamento delle principali istituzioni; Il TFUE, invece, disciplina in modo più operativo le politiche europee, il mercato interno e le competenze dell’Unione nei diversi ambiti; la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che dal 2009 ha lo stesso valore giuridico dei trattati e tutela i diritti fondamentali dei cittadini europei.
A 75 anni di distanza, il Trattato di Parigi resta il simbolo di un’intuizione ancora attuale secondo cui la pace e la stabilità si costruiscono attraverso integrazione e collaborazione tra Stati.
Fonte Commissione europea.