
La Commissione europea ha pubblicato i risultati di un sondaggio che ha coinvolto quasi 5.000 bambini e adolescenti sul tema del futuro Digital Fairness Act. Tuttavia, il dato più rilevante che emerge da questa iniziativa non risiede solo nelle percentuali, ma nello strumento politico utilizzato per raccoglierle: la Piattaforma dell’UE per la partecipazione dei minori. Questo canale istituzionale permanente sta ridefinendo il concetto di cittadinanza attiva, consentendo anche ai minorenni di influenzare direttamente le leggi comunitarie.
Istituita nel 2023 dalla Commissione europea in sinergia con il Parlamento europeo e le principali organizzazioni per i diritti dei minori (come Save the Children e SOS Villaggi dei Bambini), la piattaforma è nata per colmare un vuoto democratico, garantendo che nessun testo legislativo o decisione politica che riguardi l'infanzia e l'adolescenza venga approvato senza aver prima ascoltato la voce dei diretti interessati.
La struttura si basa sul celebre Modello Lundy, un approccio scientifico che assicura ai minori quattro elementi chiave: spazio sicuro per esprimersi, voce facilitata, pubblico istituzionale e la certezza di ricevere un'influenza reale sulle decisioni finali.
La piattaforma non si limita ai sondaggi, ma prevede un ecosistema partecipativo strutturato su più livelli, accessibile fino ai 17 anni:
- Consultazioni online e fisiche: i ragazzi esprimono pareri su temi macroscopici come la salute mentale, l'inclusione sociale e la sicurezza online.
- Assemblea Generale e Panel dei minori: delegazioni di ragazzi provenienti da tutta Europa (inclusi i rappresentanti delle Consulte nazionali) si riuniscono fisicamente a Bruxelles per dialogare faccia a faccia con i commissari e i decisori politici della UE.
- Co-creazione legislativa: le idee raccolte vengono formalmente integrate nei piani di lavoro dell'Unione, trasformandosi in raccomandazioni e direttive concrete.
Nell'ultima consultazione legata alle regole del mercato digitale, i giovani europei hanno dimostrato una maturità politica straordinaria attraverso la piattaforma. Il 48% ha chiesto restrizioni sui meccanismi che creano dipendenza online, il 58% esige tutele contro la pubblicità personalizzata e ben il 72% si è detto favorevole a sistemi efficaci di verifica dell'età sui social media.
La Commissione utilizzerà formalmente i risultati per delineare il testo del prossimo Digital Fairness Act, confermando che la piattaforma è uno strumento di potere politico reale in mano alle nuove generazioni.
Fonte Commissione europea.