
L’Unione Europea sta riducendo progressivamente l’uso dei combustibili fossili inquinanti e punta sempre di più su tecnologie a basse emissioni, tra cui l’energia nucleare, per sostenere l’economia.
La Commissione europea lavora con gli Stati membri per garantire elevati standard di sicurezza nucleare, radioprotezione, sicurezza degli impianti e non proliferazione, obblighi chiaramente definiti nel Trattato Euratom e nella relativa legislazione UE.
Ecco cinque aspetti fondamentali da conoscere sull’energia nucleare nell’Unione Europea:
1. Energia nucleare nell'UE: quasi un quarto dell'elettricità prodotta nel 2024:
- Nel 2024 il nucleare ha prodotto il 23,3% dell’elettricità dell’UE, con un aumento del 4,8% rispetto al 2023.
- Dodici paesi dell’UE hanno centrali nucleari attive; tra questi Francia e Slovacchia sono i più dipendenti da questa fonte.
- Il nucleare è considerato insieme alle rinnovabili una tecnologia chiave per la decarbonizzazione del sistema energetico europeo.
- Secondo le previsioni della Commissione europea, entro il 2040 oltre il 90% dell’elettricità dell’UE proverrà da rinnovabili e nucleare.
2. Il carico di base della decarbonizzazione: l'energia nucleare è una delle fonti di elettricità con le minori emissioni di carbonio:
- Le torri di raffreddamento delle centrali nucleari emettono vapore acqueo, non fumo.
- Il nucleare è una fonte a basse emissioni di carbonio, con pochissime emissioni di gas serra lungo l’intero ciclo di vita.
- Insieme alle rinnovabili, il nucleare copre circa il 65% della produzione elettrica dell’UE, contribuendo a un sistema energetico più pulito e stabile.
- Le rinnovabili garantiscono flessibilità, mentre il nucleare fornisce una produzione continua e programmabile.
- Gli Stati UE scelgono il proprio mix energetico, ma tutti puntano a ridurre i combustibili fossili e le emissioni di CO₂.
3. Rifiuti nucleari: soltanto il combustibile esaurito e i rifiuti radioattivi ad alta attività necessitano di uno smaltimento in depositi geologici profondi:
- Una persona che usasse solo energia nucleare per tutta la vita produrrebbe circa 2 kg di combustibile esaurito e fino a 100 kg di rifiuti radioattivi.
- Solo il combustibile esaurito e una piccola parte dei rifiuti ad alta attività richiedono lo smaltimento in depositi geologici profondi, come il sito di Onkalo in Finlandia.
- I rifiuti vengono trattati, compattati e in parte riprocessati per ridurne volume e riutilizzare materiali.
- Anche il riprocessamento genera comunque rifiuti ad alta attività che devono essere gestiti in sicurezza.
- L’intero ciclo di gestione dei rifiuti è strettamente controllato da normative e autorità nazionali, con programmi specifici in tutti i paesi UE.
4. Progettate per la sicurezza: le centrali nucleari sono progettate secondo rigorosi standard di sicurezza:
- Le centrali nucleari nell’UE seguono rigorosi standard di sicurezza e protezione dalle radiazioni per tutelare persone e ambiente.
- I dati di oltre 50 anni di attività non mostrano livelli anomali di radiazioni nelle aree circostanti, che restano simili alla radioattività naturale.
- Dopo incidenti come Chernobyl e Fukushima, l’UE ha rafforzato i controlli con stress test, verifiche di sicurezza e norme più severe.
- La normativa e le revisioni periodiche tra Stati membri migliorano continuamente la sicurezza e la trasparenza del settore.
- Secondo l’OCSE, il nucleare risulta statisticamente più sicuro di carbone, petrolio e gas in termini di incidenti e vittime.
5. Fusione nucleare: replicare l'energia del sole sulla Terra:
- La fusione nucleare unisce gli atomi (come nel Sole), a differenza della fissione che li divide.
- L’UE è un importante attore nella ricerca e ospita ITER in Francia, il più grande progetto sperimentale al mondo.
- L’obiettivo di ITER è dimostrare che la fusione può produrre più energia di quella necessaria per avviarla.
- La fusione è considerata intrinsecamente sicura e non produce scorie ad alta attività e lunga durata.
- Restano sfide tecniche importanti, ma la fusione è promettente perché pulita, sostenibile e potenzialmente utile per l’indipendenza energetica.
Fonte: Commissione europea