
La Task Force dell'Unione dell'Energia ha fatto il punto sulle forniture di petrolio e gas. Non si registrano rischi immediati per l'inverno 2026-2027, ma le tensioni geopolitiche continuano a pesare sulle casse europee, che finora ha speso circa 53 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili.
Mercati stabili ma volatili
- Carburante aviazione sicuro: la fornitura di jet fuel nell'UE si sta dimostrando resiliente. L'aumento della produzione delle raffinerie europee e le importazioni da altre regioni mantengono la situazione stabile.
- Prezzi del gas sotto controllo: i costi rimangono superiori ai livelli precedenti al conflitto in Medio Oriente, ma la volatilità è bassa e i prezzi sono decisamente inferiori rispetto alla crisi del 2022.
Preparazione per l'inverno 2026-2027
- Stoccaggi in linea: gli obiettivi di riempimento dei depositi di gas sono considerati ampiamente raggiungibili prima dell'inizio della stagione fredda.
- Flessibilità GNL: la notevole capacità residua di importazione di gas naturale liquefatto (GNL) garantirà una rete di sicurezza per soddisfare la domanda invernale.
- Piano di elettrificazione: per ridurre la dipendenza dall'estero, la Commissione pubblicherà a breve il suo primo Electrification Action Plan, insieme a una proposta legislativa per tutelare le bollette elettriche dei cittadini.
- Revisione delle scorte: è già stato avviato il processo per aggiornare la direttiva sulle scorte petrolifere (Oil Stocks Directive) per adeguarla alle lezioni apprese da questa crisi.
Fonte Commissione europea.