
La Commissione Europea e le autorità nazionali per la tutela dei consumatori della rete CPC (Consumer Protection Cooperation) hanno avviato un'azione coordinata a livello europeo nei confronti di 9 importanti aziende di videogiochi, con l’obiettivo di contrastare le pratiche commerciali scorrette legate alle valute virtuali di gioco e garantire una maggiore trasparenza a tutela dei diritti dei consumatori, in particolare dei minori.
Dopo un dialogo avviato nel 2025 con i rappresentanti del settore che non ha prodotto risultati soddisfacenti, la rete CPC ha condotto un'analisi di mercato mirata, evidenziando come l'utilizzo delle microtransazioni in-game violi spesso le norme comunitarie sulla difesa dei consumatori, spingendo le autorità europee a intensificare i controlli e richiedere interventi immediati.
Le 9 aziende dell'azione coordinata principale:
- King (King.com Operations Malta Limited)
- Mojang Studios (Mojang AB)
- Riot Games (Riot Games Limited)
- Supercell (Supercell Oy)
- Ubisoft (Ubisoft EMEA SAS)
- Crytek (Crytek GmbH)
- InnoGames (InnoGames GmbH)
- Plarium (Plarium Europe S.à.r.l.)
- PLR Worldwide Sales (PLR Worldwide Sales Limited)
L'azienda oggetto dell'azione parallela:
- Activision Blizzard (Activision Blizzard UK Limited), monitorata specificamente per i giochi Diablo Immortal e Call of Duty Mobile, esaminati attraverso un procedimento legale ad hoc per ragioni di natura tecnica e societaria.
La Commissione richiede l'applicazione di linee guida chiare e vincolanti basate sulla normativa sui consumatori dell'UE, focalizzandosi sui punti:
- Prezzi chiari e trasparenti: Le aziende devono mostrare il costo reale in valuta reale (es. Euro) sia per gli oggetti digitali sia per i pacchetti di monete virtuali necessari all'acquisto, evitando costi nascosti.
- Stop ai meccanismi ingannevoli: Evitare l'uso di valute multiple o tassi di cambio complessi che confondono il consumatore sul reale valore monetario della transazione.
- Protezione dei soggetti vulnerabili: Introdurre tutele specifiche e adeguate nei flussi di gioco per proteggere le fasce deboli, in particolare i bambini, da acquisti impulsivi o non consapevoli.
- Diritto di recesso entro 14 giorni: I consumatori devono essere informati chiaramente della possibilità di esercitare il diritto di ripensamento entro due settimane, una tutela che deve essere applicata e garantita anche sulla valuta virtuale acquistata e non ancora spesa nel gioco.
Le imprese coinvolte avranno ora un periodo di tempo standard per rispondere formalmente alle contestazioni sollevate dal CPC e proporre impegni concreti per conformarsi alle regole.
Fonte Commissione europea.